Guinness analcolica: ha senso tutto ciò?

Guinness analcolica: ha senso tutto ciò?

La Guinness, lo storico marchio di birra irlandese conosciuto e amato in tutto il mondo, nota per il suo colore scuro tendente al nero, ha appena lanciato sul mercato una novità interessante.

Ci riferiamo a Guinness 0.0, la versione analcolica ed ipocalorica della sua nota ed amata birra scura.

Anch’essa viene prodotta nel birrificio di St. James di Dublino ed è simile in tutto e per tutto, livello alcolico assente e calorie ridotte a parte, alla birra tradizionale.

Per il momento si può trovare la guinness analcolica in lattina, nei supermercati inglesi ed irlandesi, ma dalla primavera del 2021 arriverà in Gran Bretagna anche la versione alla spina da pub.

Guinness 0.0: caratteristiche e ricetta

Sotto certi aspetti, la nuova Guinness 0.0 non fa eccezione rispetto alle altre birre del marchio: come la casa madre tiene a precisare fin da ora, anch’essa è il risultato della sapiente maestria degli esperti birrai del St. James Gate. Insomma, mai come in questo caso il nome è garanzia di eccellenza e qualità. Anche la ricetta della guinness analcolica nasce dalla combinazione di acqua, luppolo, orzo e lievito, esattamente come accade da più di due secoli e mezzo a questa parte, solo che nella fase finale si rimuove tutto l’alcol attraverso il procedimento di filtrazione a freddo.

In tal modo, il sapore e l’aspetto non ne risentono affatto, come dimostrano i test di degustazione brillantemente superati. L’inconfondibile sentore amarognolo, il profumo di cacao e di caffè, così come la schiuma soda e compatta, sono esattamente gli stessi. Con il vantaggio ulteriore delle poche calorie: solo 16 per una lattina di 100 ml (la versione classica ne ha 37). La domanda che tutti si stanno ponendo è se riuscirà a conquistare tutti gli amanti della classica birra. Ovviamente, bisogna attendere un po’ per vedere quale sarà la risposta della popolazione, anche perché, lo sappiamo, irlandesi ed inglesi sono nel campo dei veri e propri intenditori.

Perché la formula “alcool free” dovrebbe rivelarsi vincente

Ammettiamolo: non c’è nulla oggigiorno che non susciti qualche critica e neanche la versione della guinness analcolica sembra fare eccezione. Qualcuno ritiene che la formula “alcol free” non abbia senso, poiché finisce per snaturare la birra stessa, mentre, secondo altri poi, una birra senza alcol non è tale. A tal fine, è bene premettere che il marchio Guinness non è il primo a fare questa sperimentazione, essendo stato già preceduto da altre ditte storiche e prestigiose come, ad esempio, Stella Artois e Heineken, quindi proprio una novità assoluta non è.

Per quanto ci riguarda, la birra analcolica, ha senso eccome e per più ragioni.

  • Innanzitutto, per la salute, in quanto si rivolge ad un target più ampio di persone, comprese quelle che, per scelta propria o perché obbligate, non possono assumere alcol (donne incinte, astemi, restrizioni dietetiche), in seconda battuta, per via di un trend giovanile che sta prendendo sempre più piede nei Paesi anglosassoni. Anche se potrà sembrare strano a molti, non è detto che i giovani d’oggi siano tutti irresponsabili e amanti delle bevande alcoliche. Una recente ricerca dimostra esattamente il contrario: sono proprio loro a scegliere uno stile di vita più salutista, senza eccessi, preferendo un divertimento sano e moderato al cosiddetto “sballo”.
  • E poi non dimentichiamo l’esperienza Covid-19 e gli insegnamenti che da essa si possono trarre. Ormai la birra, esattamente come il vino in Italia, è una bevanda domestica presente in casa tutti i giorni o quasi, perfetta anche a pranzo e a cena. Visto questo lockdown “a intermittenza” al quale siamo costretti, meglio ritrovarsi nel frigo bevande buone sì, ma anche più sane.

Bere in modo consapevole, in casa e fuori, è fondamentale per tutti, giovani e adulti.

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